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Tu da che parte stai? L’altra Onda

Da una parte ci sono forme di protesta che fanno notizia, sempre e comunque. E’ il caso degli studenti che ieri si sono scontrati per le strade di Roma.

Dall’altra ci sono ragazzi e professori che comunicano, documentano, si informano. Scrivono su blog, bacheche e tazebao online, dove nell’ultimo mese si sono decuplicati i commenti sul decreto di riforma e sull’operato del ministro dell’istruzione.

Si incontrano sui social network: pagine di solito usate per fare amicizia sono diventate il luogo per coordinale la discussione  e prendere posizione.

Sfruttano i giornali universitari, utilizzando il movimento per farli crescere e contrapporli alla stampa tradizionale. 

Caricano su YouTube immagini rimaste lontane dalle telecamere dei tg. Riempiono di video i palinsesti delle web tv studentesche, una delle colonne portanti della discussione. Mettono insieme la loro voce sulle Web radio universiatire. 

E’ l’altra Onda che corre tra la piazza e il Web 2.0. Quella che ho raccontato in un articolo uscito oggi, su Nòva. L’Onda che vive grazie all’entusiasmo e alla voglia di partecipare di migliaia di studenti sparsi per l’Italia.

Il mio racconto è frutto delle segnalazioni che ho ricevuto nei giorni scorsi dagli studenti. Parole dense e consapevoli. Il pezzo è solo una sintesi. Era inevitabile. Nel seguito di questo post pubblicho i messaggi inviati dai ragazzi dell’altra Onda.  Intanto, grazie a tutti.

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Facebook è diventato uno strumento incredibile per invitare la gente ad assemblee e manifestazioni, così come i blog per dare le ultime notizie, resoconti e via dicendo.

Andrea Giambartolomei, Bergamo

Concordo con Andrea su Facebook, lo strumento che viene utilizzato maggiormente in questi giorni (e non dico questi giorni per dire "in generale in quest’epoca", ma per dire proprio nelle ultime settimane) per organizzare eventi, per esempio per quanto riguarda le manifestazioni e le assemblee in università, perchè il tempo è poco e l’obiettivo è coinvolgere più persone possibili. (…) Non avere Facebook ti fa sentire "out", soprattutto per quanto riguarda la possibilità di essere aggiornato su eventi e iniziative in tempo reale.

Un altro esempio: l’assemblea che abbiamo fatto lunedì 20 a Pavia è stata trasmessa in diretta su Facebook (basta un computer portatile connesso a internet e una telecamerina connessa al computer). In questo modo moltissime persone che non potevano essere presenti in piazza ci hanno seguito virtualmente. Facebook e MSN sono anche gli strumenti che usa la radio dell’Università di Pavia (radioCampus) per tenersi in contatto con gli ascoltatori, che commentano in diretta le trasmissioni. 

Alice Gioia, Pavia

Io studio a Trieste proprio comunicazione. La più significativa novità rispetto al passato e l’uso di internet, che ci permette una raccolta delle informazioni più facile e veloce, e sopratutto permette ai mille collettivi spontanei ed autonomi che si formano durante esperienze come queste di avere uno spazio da gestire in piena libertà.

Però, nonostante il progresso tecnologico, la forma di comunicazione più diffusa risulta ancora essere quella cartacea: diffusione di volantini, affissione di manifesti in bacheca…

Stefano Dorigo, Trieste

Sono francesca pasquali la docente responsabile di RBG la radio di Bergamo.

Noi abbiamo cambiato l’organizzazione dell’ora di informazione in diretta mattutina per tutta la settimana prossima fissando una serie di interviste con i rappresentanti degli studenti (tutti, non solo quelli che si stanno

mobilitando) e un collegamento telefonico con le due assemblee che si terranno in università mercoledì 29. Il tutto deciso venerdì con l’idea di partire lunedì.

Abbiamo pensato un team ad hoc (la responsabile info della radio, più una intervistatrice competente sui temi della riforma, più la responsabile tecnica).

Lo speciale è stato annunciato sul sito della radio e su Facebook, ed è stato organizzato attraverso un gran giro di e mail, msn, sms e una riunione al volo (grazie a internet!) Questo quello che abbiamo fatto.

Francesca Pasquali, Bergamo

Ciao,

sono Francesca Re di Trento. Qui il progetto della radio web sta prendendo piede in questo periodo. Siamo in attesa di una sede nel nuovo studentato e per il momento stiamo lavorando ad un sito per fare rete tra le associazioni universitarie della città (i due siti, quello per le associazioni e quello che ospiterà lo streaming, sono già on-line e li stiamo testando per poi renderli operativi: www.sanbaradio.it e www.sanbanet.it). L’iniziativa è stata presentata mercoledì scorso alle associazioni ed è stata accolta molto bene. Serve, a detta dei presenti, un canale di questo tipo in grado di mettere in contatto i soggetti attivi in ambito universitario, dare visibilità ai progetti che propongono e creare occasioni di dialogo con la città.

Per quanto riguarda la protesta degli studenti a Trento, quello che posso raccontarti è che Internet è stato il principale canale utilizzato per organizzare le attività.

Le iniziative sono partite da Sociologia, che è da sempre la facoltà più attiva, e le prime riunioni sono state di fatto convocate attraverso Facebook.

Gli stessi giornalisti dei media locali hanno appreso della prima asseblema attraverso questo strumento. Il comitato "no Gelmini" ha creato una pagina in facebook e ha inoltrato la segnalazione della riunione, cui hanno partecipato anche 10 docenti della facoltà. La pagina di facebook contiene il rimando al blog (nodav.blogspot.com) dove vengono segnalati gli appuntamenti.

Gli studenti al momento, a differenza di quanto è successo negli ultimi anni, preferiscono non esporsi come singoli ma parlare anonimamente sempre a nome di tutto il comitato.

Come luogo fisico Sociologia resta il punto di riferimento e in particolare l’aula del piano interrato, ribattezzata "bunker autogestito".

Un mix quindi di ciò che in molti ricordano come cose già vissute in città, unite a nuovi strumenti di contatto tra gli studenti e un forte spirito pratico.

Francesca Re, Trento

Ciao Antonio,
sono Flavio Bini. Insieme a Leonard Berberi dirigo Acido Politico, la rivista della statale di Milano.
Ti racconto brevemente come ci stiamo comportando noi. Dall’inizio delle mobilitazioni abbiamo cominciato ad aggiornare quasi quotidianamente il sito (www.acidopolitico.com), servendoci soprattutto di "inviati sul campo" che seguono i cortei e le manifestazioni. Inoltre siamo per così dire "fortunati" che il centro caldo della contestazione sia proprio Scienze Politiche dove ha sede la redazione e perciò possiamo seguire da molto vicino gli sviluppi della protesta. In più di un caso abbiamo potuto anticipare la "stampa tradizionale" di qualche ora, potendo contare sulla rete di conoscenze che abbiamo in università.
Inoltre abbiamo incaricato due ragazzi di seguire l’evolvere della situazione con supporti foto e video. Le fotografie le pubblichiamo in corredo agli articoli sul sito, i video li carichiamo su youtube sulla nostra pagina ( http://it.youtube.com/user/acidopolitico ) oppure  in loop sulla nostra webtv APTV ( http://www.mogulus.com/acidopoliticotv) insieme ad altri video. Utilizziamo Mogulus, che penso già conoscerai.
Flavio Bini, Milano

Il nostro è un sito in continua evoluzione, e come tale cerchiamo di aggiornarci il più possibile e sfruttare al massimo tutte le possibilità degli strumenti collaborativi del Web 2.0 offerti dalla rete.
Sfruttiamo soprattutto la tempestività che deriva dall’essere una testata giornalistica online, con inviati sul posto (con foto/videocamera come protesi del braccio) e redattori in sede che aggiornano continuamente.
Per incrementare la diffusione dei contenuti del sito, inviamo settimanalmente una newsletter ed usiamo la funzione "invia articolo". Senza dimenticare il solito tam-tam mediatico sfruttando i social network (MySpace e Twitter).
Cerchiamo di mantenere un contatto con i nostri lettori attraverso la funzione "Scrivi un commento" per ogni articolo, lo spazio aperto ai lettori "La tribù di Zammù" e le email di comunicazione diretta con la redazione.
Riguardo l a procedura di lavoro e il modo di reperire le notizie, il metodo è rimasto quasi invariato: ricerche su internet, ma la via preferenziale rimane sempre il contatto con la gente e con le fonti tramite telefono, email o – quando è possibile – di persona.

Olivia Calà, Catania (redazione Step1)

Salve,

sono un ragazzo della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Cassino. Le consiglierei di soffermarsi su FACEBOOK… potrebbe essere la novità in assoluto più utile per creare una nuova forma di comunicazione e tra studenti e tra docenti e personale… magari creando nuovi gruppi organizzati a seconda dei corsi di laurea di appartenenza.

Paolo Evangelisti, Cassino

Come diceva Andrea l’utilizzo di Facebook quale strumento di comunicazione "rapido" sta decisamente spopolando in questi giorni. Oltre a pubblicizzare eventi (con la funzione "Events") attraverso la propria rete di contatti i quali, a loro volta, alimentano il circolo, diversi studenti possono aprire e segnalare petizioni (c’è uno strumento che si chiama "Causes"), caricare fotografie delle assemblee o di altre iniziative, scrivere delle riflessioni sull’argomento di discussione (con lo strumento "Notes") che tutti i contatti possono leggere e commentare.

In ogni caso, secondo me, nonostante questo nuovo "strumento", funzionano ancora le Mailing List delle singole associazioni, dove il bacino è più limitato ma anche più "controllato" o "sicuro". Infatti su Facebook non sempre si ha la certezza che la comunicazione sia andata a buon fine e quindi utilizzare mail conosciute in alcuni casi è preferibile.

I blog, comunque, stanno facendo la loro parte. Repubblica ha pubblicato moltissimi link di questo tipo. Noi li abbiamo riportati sul nostro sito, aggiungendo quelli pavesi (http://inchiostro.unipv.it//?page_id=400). Credo che i siti già esistenti di associazioni, gruppi, giornali, radio ecc rappresentino un punto di riferimento per molti studenti.

Infine le petizioni on-line vengono utilizzate per sottoscrivere con più forza le proprie istanze. Però credo siano lo strumento più debole e meno utilizzato.

Alberto Bianchi, Pavia

Gli studenti dell’università della Calabria hanno organizzato una serie di attività mirate al dibattito e alla protesta sul decreto del ministro della Pubblica Istruzione Gelmini. Le forme di discussione e di comunicazione oggi possiedono una loro particolare evoluzione. Diviene necessario infatti evidenziare l’irruzione di un nuovo tipo di comunità, quella interattiva, che sul web offre spunti di comunicazione e di dibattito pressoché immediate. Ponteradio, che rappresenta un’esperienza radiofonica sul web, ha ospitato in alcune trasmissioni studenti, ricercatori e rappresentanti dei vari comitati che hanno presentato le loro posizioni rispetto alla legge. Oltre alle assemblee permanenti e alle manifestazioni all’aperto, sono in atto forme di mobilitazione generale, di formazione e diffusione tramite web, capaci di ridurre sensibilmente le distanze. YouTube, che in passato era stato principalmente specchio di devianze giovanili come nei casi di pubblicazioni di riprese di atti di bullismo, svolge sotto questo tipo di prospetto un ruolo importante per la visibilità delle iniziative attuate nelle varie università.

Nel nostro caso particolare su http://comitatounical.blogspot.com si trovano gli aggiornamenti sulle attività in corso con i documenti di lavoro contro l’ipotesi di trasformazione dell’università in fondazione privata. (…).

La redazione di Ponteradio