Antonio Carlo Larizza -

Fitness culturale

13/05/08

Una buona notizia

E' di ieri, ma è ancora una buona notizia. Sda Bocconi supera la London business school e si colloca al quinto posto nella classifica delle scuole europee di eccellenza per la formazione dei manager, stilata dal Financial Times.  La scuola milanese è quindicesima a livello mondiale.

Fin qui la cronaca. Osservando la classifica, si scopre anche che:

  1. le scuole monitorate dal FT sono 65
  2. la classifica utilizza 32 parametri, 21 dei quali basati sul giudizio dei partecipanti
  3. la Sda Bocconi è l'unica scuola italiana in classifica
  4. al primo posto, da tre anni, c'è la Duke Corporate Education, che ha sedi negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in India
  5. Una scuola su tre (33,9%) ha la sede principale negli Usa
  6. L'unica scuola asiatica "pura" è la Hong Kong Ust, che passa dal 52esimo al 56esimo posto
  7. Rispetto alla classifica FT degli Mba - dove le business school asiatiche guadagnando posizioni a ritmi frenetici, anno dopo anno - nella classifica stilata sulla base dell'offerta formativa per manager gli asiatici non sfondano. Anzi, arretrano.
  8. AL contrario l'Italia si fa notare, conservando un discreto vantaggio rispetto ai paesi emergenti (e non solo).

Soprattutto i punti 6, 7 e 8 suggeriscono una considerazione: tecniche e processi formativi sono radicati al territorio e si importano (o si esportano) più lentamente.

Sembra che i modelli didattici di successo siano meno esposti alla globalizzazione. E comunque meno esposti delle istituzioni che li hanno generati.

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10/05/08

L'Italia che non va a Pechino

Oggi guardiamo lontano. Fino a Pechino. Gianluca Salvatori è lì, per seguire la più importante manifestazione cinese per la promozione degli scambi nel settore della formazione. Il luogo ideale per allenare la mente.

Scrive Gianluca:

Questa la situazione a Pechino. Da una parte l'università del Salento. Dall'altra: Canada, Stati Uniti, Svizzera, Spagna, Russia, Polonia, Nuova Zelanda, Australia, Irlanda, Germania, Belgio, Austria, Bielorussia, Francia, Federazione Russa.

Sembra di capire che l'Università del Salento sia l'unica università italiana volata a Pechino per "la caccia spietata agli studenti migliori e alle collaborazioni più prestigiose".

Una notizia che fa riflettere. Qui Gianluca commenta a caldo l'assenza dell'Italia. E con freddezza dimostra che oggi non guardiamo lontano.

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28/01/08

Le business school che fanno scuola

Oggi le migliori occasioni di aggiornamento passano da esperienze formative che fanno dell’internazionalizzazione il loro punto qualificante. Ormai questo è un concetto che si ripete. La vera scommessa, piuttosto, è un'altra: formarsi all'estero uscendo uscire dalle rotte tradizionali del sapere.

Anche i dati pubblicati oggi sul Financial Times confermano questa tendenza. La classifica 2008 delle migliori business school internazionali mostra infatti che gli Mba asiatici stanno guadagnando posti a ritimi frenetici.

Qualche esempio? Le asiatiche, Ceibs China Europe International Business School in testa, brillano per livelli d'internazionalità, numero di docenti con dottorato, e progressione di carriera dei propri diplomati. La Indian School of Business (di Hyderabad) debutta per il primo anno nel ranking Ft, piazzandosi al 20esimo posto su cento. L'Mba della Hong Kong Ust Business school, al 17esimo posto, è in risalita di 30 posizioni in due anni.

Si tratta di istituti formativi basati su criteri meritocratici, animati da un corpo docente internazionale e in continua formazione. Capaci di plasmare manager globali e nati per assecondare le richieste di un mondo che ha fretta.

Intanto, l'unica università italiana in classifica è passata dalla 48esima alla 41esima posizione. Nel 2006 occupava il 34esimo posto.

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27/09/07

Guardatevi in giro

Ieri LiberoMercato, l'inserto economico di Libero diretto da Oscar Giannino, ha pubblicato un'ampia intervista a Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss, in passato al vertice di grandi aziende come Omnitel, Olivetti, Rai e Unicredit.

Nell'articolo si parla di manager, formazione della classe dirigente, Rai, casta della politica. E, ovviamente, di università. L'intervista è da leggere tutta, ma qui vorrei soffermarmi su due passaggi di Celli. Il primo. Davanti alla domanda "Perchè nelle università d'impresa manca il tutoraggio successivo?", Celli ha risposto:

"Perchè richiede tempo. Il tempo è una variabile scarsa e nessuno ha molta voglia di sacrificarsi per gli altri. Così gli studenti sono lasciati da soli proprio nel passaggio dall'università al lavoro..."

La formazione eccellente ha bisogno delle persone e del loro tempo. Tempo offerto in dono, sacrificato per gli altri. Per tutti. Quella espressa da Celli mi sembra una prospettiva nuova e stimolante. Nell'epoca della conoscenza il vero maestro è colui che sacrifica per l'allievo migliore la cosa più cara e preziosa che ha: il suo tempo.   

Il secondo passo dell'intervista che riporto riguarda invece la scelta dell'Università e la formazione post laurea. Ecco il botta e risposta tra Celli e Tobia De Stefano, il giornalista che lo ha intervistato. 

Per concludere. Se lei avesse un figlio in età universitaria gli suggerirebbe di restare in Italia?
Celli: "Ce l'ho, ha 21 anni, fa ingegneria meccanica e credo sia orientato ad andare all'estero. E io gli dico prima di andare via guardati in giro e poi decidi... Lui ha fatto un mese di stage alla Brembo ed è tornato entusiasta..."
La maggioranza dei giovani, però, non ha questa possibilità?
Celli: "No, non credo... Ma credo che i giovani ormai abbiano capito che sia un dovere fare tutti gli sforzi possibili per andare all'estero".

In questo caso la risposta di Celli mi sembra meno convincente.  Non disconosco l'importanza di formarsi all'estero. Ne ho scritto anche qui. Ma l'idea che il direttore generale di una delle più importanti e prestigiose università italiane inviti  i giovani - soprattutto quelli che dopo essersi "guardati in giro" non hanno trovato valide opportunità - a "fare tutti gli sforzi per andare all'estero", non mi sembra un'idea vincente. 

Forse, oltre a evocare "il dovere di andare all'estero", il direttore della Luiss avrebbe potuto difendere il diritto per tutti i neo-laureati di accedere all'eccellenza dell'industria italiana. Magari con uno stage in Ferrari, Pininfarina, Luxottica, Bulgari, Finmeccanica.

Oppure, perchè no, alla Brembo.

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26/07/07

Allenare la mente

Fitness

Oggi Nòva dedica la storia di copertina alla scelta dell'università. Allargando, però, gli orizzonti. Così la guida alla facoltà diventa internazionale: dalla Tsinghua University di Pechino, all'Istituto Weizmann di Tel Aviv, passando per l'Iitk di Kanpur, in India - raccontato con sapienza da Marco Masciaga - fino al Centre for Culture and Technology di Toronto. Solo per citare alcuni esempi.

Una lettura consigliata alle aspiranti matricole. Io ho raccontato la storia di chi ha scelto di vivere per conoscere, attraversando il mondo per tenere allenata la mente.

Nel seguito di questo post trovate l'articolo in versione integrale. Grazie ancora a Enfan, Cristina, Ugo, Marco e Gaetano (vi aspettiamo tra i commenti).  Chi sono? Lo scoprirete leggendo.

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