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Salvatore Giuliano, il bandito per gli amici, è il preside dell'Istituto tecnico Ettore Majorana di Brindisi. Lunedì inaugurerà l'anno scolastico 2010-2011 al cospetto di un attento funzionario ministeriale, inviato da Roma. Giuliano avrà intorno a sé tutti i suoi uomini: una banda di lucidi folli fatta di insegnanti, genitori, alunni, personale amministrativo, tecnici e responsabili di multinazionali – Capgemini, Microsoft e Intel – giunti in Puglia per l'occasione. Ci saranno anche le telecamere dei più importanti network televisivi: lì per fissare i primi passi del progetto «Net in progress».
Il preside presenterà quella che, a partire da mercoledì 15, sarà una realtà per le classi prime dell'istituto brindisino. Dieci aule da cui partirà un esperimento unico per la scuola europea. Ogni alunno entrerà in classe con un portatile Asus dotato di processore Intel Atom, sul quale saranno precaricati i libri di testo prodotti con licenza creative commons dagli insegnanti che aderiscono al progetto «Book in progress» – lanciato un anno fa nella scuola di Giuliano – che oggi può contare su un network di 14 istituti sparsi per l'Italia e libri autoprodotti per 16 discipline. Gli alunni riceveranno i volumi anche in versione cartacea, pagando un contributo di 35 euro per la stampa: unica spesa per le famiglie oltre a quella per il notebook (383 euro), compensata però dal fatto che non è previsto l'acquisto dei libri tradizionali.
Nelle aule adibite alla sperimentazione salirà in cattedra uno schermo da 19 pollici: interfaccia collegata a internet, rivolta verso il docente e capace di proiettare i materiali didattici sui tablet degli alunni e su una lavagna interattiva multimediale (Lim), che l'insegnante attiva con un telecomando del videogioco Nintendo Wii e un puntatore a infrarossi (pezzi assemblati dagli "smanettoni" del Majorana, davanti agli sguardi stupiti dei tecnici Capgemini, storicamente meno abituati a far di necessità virtù). La piattaforma è stata realizzata grazie alle collaborazioni gratuite di Capgemini, che ha coordinato il progetto fin dall'inizio, Microsoft, che ha messo a disposizione la piattaforma cloud Bpos, e Intel, che attraverso il programma Intel Teach si è occupata della formazione dei docenti (lo stesso Giuliano è master teacher Intel dal 2004).
Le telecamere installate in aula permetteranno di organizzare videolezioni, da seguire sia in diretta che in differita. Ma anche videoconferenze casa-famiglia. Studenti e genitori potranno conversare con i docenti in orario pomeridiano: i primi per chiedere chiarimenti sulle lezioni, i secondi per informarsi sul rendimento scolastico del proprio figlio. La piattaforma permetterà alla scuola di condividere con le famiglie anche i dati su frequenza e risultati scolastici.
«Si tratta di un progetto unico», spiega orgoglioso Giuliano, raggiunto al telefono mentre è in viaggio per l'Italia, alla guida di un furgone a noleggio carico di testi scolastici stampati al Majorana e destinati alle scuole del network «Book in progress». Il suo viaggio lo porterà dalla Puglia fino a Busto Arsizio, nel profondo Nord. Alla fine avrà consegnato 3.500 volumi. «Questi libri – continua Giuliano – editi grazie alla passione di quasi 300 insegnanti, rappresentano la vera innovazione: non solo facciamo didattica multimediale, ma la facciamo con contenuti e materiali didattici autoprodotti».
Salvatore Giuliano, che per il lavoro fatto a Brindisi ha ricevuto anche una medaglia dal presidente della Repubblica, ama ricordare le parole di riconoscenza di un suo studente: «Preside, grazie per il "Book in progress": ti spinge a dare di più». Una dichiarazione confermata dai fatti: l'anno scorso al Majorana i debiti formativi sono diminuiti del 10 per cento. «Noi non vogliamo insegnare nulla a nessuno. La nostra storia dimostra solo che qualsiasi scuola, pur non avendo grandi risorse, può sperimentare forme di didattica migliori: la differenza è fatta dalle persone». Questo dirà il bandito, lunedì, al consigliere del ministro Gelmini. E alle telecamere che, per un giorno, accenderanno i riflettori sulla sua lucida follia.

Commenti

Sono molto curioso di vedere con quale spirito si affrontano tematiche così importanti e specialmente se la qualità dei testi autoprodotti non sia l'ennesimo tentativo di scrittura collaborativa realizzata con il più classico dei copia incolla dalla rete. In realtà quello che più mi interessa è capire se il progetto educativo non sia nato solo ed esclusivamente per contrastare il caro libri, cosa che mi pare invece essere al centro del progetto, ma si spinga oltre offrendo un percorso educativo completo che, prescindendo dai "rischi" educativi che la rete comporta, riesca nell'arco del percorso scolastico a far maturare gli alunni sia dal punto di vista culturale che di convivenza civile. Quello che ho letto inquesti giorni mi lascia un po' perplesso specialmente se, come si mormora in rete, i libri saranno accessibili solo per gli studenti registrati nei licei e non di pubblico dominio. Vorrei sapere che cosa mio figlio si troverà tra le mani.

Grazie
Filippo

mia figlia frequenta il primo anno alla Scuola Pacioli di Crema che fa parte del progetto "Book in progress"; penso sia una grande opportunità per le nuove generazioni di formarsi anche grazie alle nuove tecnologie, apprezzo l'impegno del preside, e anche di tutti i suoi colleghi delle altre scuole del progetto, che desidera e permette che la scuola si evolva

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