Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Storia e società in un bicchiere di vino

Coltivare un vino vuol dire progettare un territorio, un gusto, una cultura. Nello stesso tempo, il design del territorio – fatto di storie, comunità, essenze, gusti dominanti, economie – disegna, decide il vino prodotto o da produrre. Che cambia, profondamente, col trascorrere delle epoche storiche.

Intuizioni, che gli esperti del corso di laurea in Scienze gastronomiche dell'Università di Parma proveranno a trasformare in rigorose conoscenze scientifiche, conducendo una ricerca in collaborazione con la Cooperativa La Vis di Lavis (Trento). Il territorio al centro dello studio – presentato al salone Vinitaly – sarà il Trentino. I vini di cui si ripercorreranno storia e intrecci con economie e comunità saranno lo Chardonnay e il Sangiovese. Tra un anno i primi risultati.

«Parlare di cultura del vino può sembrare scontato», spiega Silvana Chiesa, docente di storia e cultura della gastronomia presso l'Università di Parma e responsabile del progetto avviato con la cantina La Vis. Mai ricercatori di Parma utilizzeranno una prospettiva originale. «Affronteremo l'argomento – continua Chiesa – cercando di individuare il gusto del vino dal punto di vista storico, come retaggio culturale, che cambia nel corso della storia ed è un indicatore sociale».

Che cosa significa studiare il gusto come indicatore sociale? Per esempio, i ricercatori hanno notato che, per secoli, il gusto salato è stato appannaggio delle classi sociali più basse: non per piacere, ma per necessità di consumare cibi conservati. Questo ha imposto vini che ben si accompagnavano a gusti salati. «Ecco perché, storicamente, il vino consumato dalle comunità più povere è diverso da quello consumato dagli appartenenti a una classe che ha per sapore dominante quello del dolce», spiega la professoressa Chiesa.

La ricerca si baserà sull'analisi di documenti storici, per lo più ricettari, dai quali si cercherà di ricostruire il gusto dei vini consumati sul territorio. E proverà a rispondere a queste domande: quando si sono diffusi i vigneti dello Chardonnay e del Sangiovese in Trentino? È stata una scelta dettata da ragioni economiche? Come si sono inseriti, questi vini, nel contesto locale?